C’è ancora chi pensa che una pizza vegana sia una pizza “a cui manca qualcosa”. In realtà, togliere formaggio e salumi apre la porta a un mondo di sapori, se sai cosa metterci sopra. Ecco come si costruisce una pizza vegana che non fa rimpiangere nulla.
Si parte dalla base: pomodoro e impasto
Il bello è che la parte più importante della pizza è già vegana: un buon pomodoro e un impasto ben lievitato. La marinara (pomodoro, aglio, origano, un olio buono) è la vegana per eccellenza, e fatta bene è una delle pizze più buone in assoluto.
Cosa metterci sopra (e stare da re)
Le verdure di stagione
Zucchine, melanzane, peperoni, funghi, radicchio, pomodorini: grigliati o al forno concentrano il sapore e regalano gusto e colore. Una pizza di sole verdure fatte bene non ha niente da invidiare alle altre.
Le alternative vegetali
Oggi esistono ottime mozzarelle vegetali che filano e si sciolgono: ritrovi la cremosità senza latticini. Aggiungi olive, capperi, frutta secca o una crema di legumi e la pizza diventa ricca e completa.
Il tocco finale a crudo
Rucola, basilico, un filo d’olio a crudo, pomodorini freschi, una spolverata di lievito alimentare per la nota “formaggiosa”: sono i dettagli che trasformano una buona pizza vegana in una che ti ricordi.
Una pizza vegana buona parte da pomodoro e impasto di qualità, si arricchisce di verdure di stagione e alternative vegetali che filano, e si chiude con un tocco fresco a crudo. Zero rinunce.
Da Dirigì: vegana, e comunque leggera
Da Dirigì, a Jesolo, l’opzione vegana c’è, insieme a quella senza lattosio e ai nostri tre impasti. E come tutte le nostre pizze nasce dal Metodo Dirigì: leggera e digeribile. Così anche chi è vegano si siede al tavolo con gli altri e ordina la sua, senza compromessi.
